Indice di calore (Heat Index)
Possibili disturbi da calore per persone che rientrano nelle categorie ad elevato rischio.
Cautela (27°C - 32°C) Possibile stanchezza in seguito a prolungata esposizione al sole e/o attività fisica.
Estrema cautela (32°C - 40°C) Possibile colpo di sole, crampi da calore con prolungata esposizione e/o attività fisica.
Pericolo (41°C - 54°C) Probabile colpo di sole, crampi da calore o spossatezza da calore, possibile colpo di calore con prolungata esposizione al sole e/o attività fisica.
Elevato pericolo (Superiore a 54°C) Elevata probabilità di colpo di calore o colpo di sole in seguito a continua esposizione.

Nelle calde giornate estive, il corpo umano deve mantenere la sua temperatura entro i limiti fisiologici e lo fa attraverso la traspirazione.
La successiva evaporazione del sudore (in pratica acqua) sottrae calore, raffreddando così la pelle (ricordiamo infatti che l'evaporazione è un fenomeno endotermico che richiede calore).
L'umidità relativa dell'ambiente può interferire con questo processo, limitando la possibilità di evaporazione.
Nel caso di umidità elevata, l'organismo non ha modo di eliminare il calore in eccesso e quindi in pratica la sensazione è la stessa di quella provocata da una temperatura maggiore, proprio perchè il meccanismo fisiologico di raffreddamento è ostacolato.

Ci sono vari modi di valutare questa temperatura più elevata sentita dall'organismo.
I più diffusi indici, che forniscono risultati anche significativamente diversi, in quanto il calcolo è basato su ipotesi e modelli differenti sono:
-> Heat Index / Apparent Temperature (Steadman, 1979)
-> Humidex (introdotto originariamente in Canada, 1965)
Tutti rappresentano una temperatura, si misurano quindi in gradi Celsius (o Fahrenheit nei paesi anglosassoni).
Vengono calcolati con formule semi-empiriche che non sono applicabili in modo generalizzato.

Per esempio, la formula usata in questo calcolatore per "Heat Index" si applica solo nel caso di temperatura superiore a 27°C e umidità relativa superiore al 40%, condizioni spesso verificate durante l'estate. Per temperature inferiori a 25 °C, con umidità poco elevata (sotto il 30%) si può ritenere approssimativamente che l'indice di calore coincida con la temperatura reale, senza significativi effetti dovuti all'umidità.
Sebbene è conveniente usare un singolo numero (Heat Index) per descrivere la temperatura apparente che il corpo sente, bisogna tener conto che il calore e l'umidità affaticano il corpo in maniera differente.
Diverse assunzioni sono usate per il calcolo dell'indice di calore.
Si assume che il corpo sia:
- 1.70 mt di altezza.
- 70 chili di peso Caucasico.
- a 37 °C vestito con pantaloni lunghi e camice a maniche corte all'ombra.
- Camminando con una velocità di 2 km/h circa In una brezza di 4 km/h circa Non grondante di sudore.
- Se uno di questi fattori cambia, ad esempio maggiore esercizio fisico, o abbigliamento,e/o peso, indice di calore assume valori diversi dal calcolato.

Per esempio, se pesi 100 chili indossi pantaloni lunghi da lavoro e stai lavorando al sole il valore dell'lindice calcolato è più basso di quello che realmente ci si sente addosso.

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