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VAIe VOLA VALSUSA PROIETTATO IN EUROPA

 

Una bellissima avventura in Ungheria.

 
Era da molto tempo che si cercava un Raid fuori dai confini Italiani, non solo per l’avventura che si presentava ma anche per collaudare il mio Aereo, un M.X.P.Tayrona 1000, con poche ore volate solo in Piemonte.

Il Presidente e pilota del VAIe VOLA VALSUSA CLUB, insieme al comandante Massimo Cioni sempre del VAIe VOLA, decidono di poter dire, alla fine dell’avventura, noi c’eravamo.

Finalmente, a metà maggio 2008 alle ore 14,30, si parte dal Campo volo di Vaie con rotta Cremona-Gorizia-Ungheria.

Il tempo si presenta buono e noi siamo euforici al pensiero dell’avventura che ci porta così distante da casa.

Certamente trovarsi in volo per affrontare un così lungo percorso non è da tutti i giorni.

L’orgoglio di portare il nome del VAIe VOLA VALSUSA in mezza Europa crea un’unione tra i due piloti e il buon Tayrona.

A Cremona ci raggiungono Gabriele, con il suo P.92, Mario e Pierino, con un CT, e poi, eseguito il controllo dei mezzi, via verso la pista pronti per partire.

Dopo l’autorizzazione della torre di controllo di Cremona manetta ai motori e via decollo immediato verso Gorizia.

Il tempo si mantiene buono e dopo circa 70 minuti siamo in vista della città di Gorizia.

Per non rischiare di sconfinare fuori dallo stato italiano ed eseguire il sotto vento con precisione attendiamo ordini da terra e poi eseguiamo un atterraggio su una pista di oltre 2000 metri di lunghezza senza nessun problema.

A Gorizia troviamo molta collaborazione da parte del personale dell’aeroporto e un assistente che ci porta sino al punto di parcheggio, ci comunica tutte le informazioni che servono ai piloti che non conoscono l’aeroporto quando, verso le 18:00, arriva il turno per fare il pieno di carburante e controllare l’aereo, così anche lui potrà riposare e dormire tranquillo.

Mentre io, Massimo, Gabriele, Mario e Pierino ci uniamo a tutti gli equipaggi che arrivano da tutta L’ Italia, ci comunicano di prendere una navetta che ci porterà al centro di Gorizia per scaricarci in un lussuoso ristorante.

Dopo una cena molto buona e abbondante, durante la quale i vari equipaggi cominciano a fraternizzare tra loro, arriva la navetta che ci riporta in albergo per chiudere la giornata.

I pensieri, mentre si cerca di dormire, sono per la lunga tratta di domani con tutte le montagne che bisogna sorvolare, anche se in caso di emergenza rimane sempre il paracadute balistico, e, mentre i pensieri si mescolano tra loro, finalmente Morfeo giunge portandoseli via tutti.

Il giorno dopo alle ore 9:00 tutti in aeroporto, eseguiamo i controlli da manuale e guardiamo il Tayrona quasi con tenerezza, noi pilotiamo lui ma è sempre lui che porta noi.

Le assistenti dell’aeroporto passano e consegnano una borsa viveri per tutto il viaggio fino a quando arriva il segnale per salire a bordo e accendere i motori, si eseguono i vari controlli e si aspettano gli ordini.

Ogni gruppo di aerei è abbinato a un colore, noi siamo nel gruppo verde, e dopo circa 5 minuti la radio comunica che il colore verde è il primo a partire.

Dopo aver dato tutte le coordinate arriva il via per la pista e per il decollo e ci lasciamo alle spalle circa 85 aerei.

Si vola tra i 5000 e gli 8000 piedi con il tempo molto buono ma la visuale non è molto piacevole poiché, guardando al di sotto per circa 60 minuti, vediamo solo punte di montagne.

Finito l’incubo delle montagne ci appare una pianura da sogno.

Teniamo costantemente d’occhio la posizione di tutti gli aerei del nostro gruppo mentre sotto di noi scorre un panorama bellissimo.

Ci comunicano di seguire il fiume Danubio sino al lago di Balaton, il lago più grande D’Europa, seguiamo il fiume per circa 70 km e ora siamo in vista del lago.

Voliamo sopra il Lago per 30 minuti poi, continuando a seguire il Danubio, ancora 50 minuti e siamo in vista di una grande scritta “L’AEREO HOTEL”.

Guardando verso il terreno notiamo due piste lunghissime, una in erba e l’altra in cemento, e, mentre ammiriamo il campo volo, la radio di bordo ci fornisce le indicazioni per atterrare.

Ci confermano che la lunghezza della pista è di circa 2000 metri e l’accortezza di atterrare molto lunghi per non intasare il traffico che segue; per noi che operiamo su piste da 350 a 500 metri è un dolce atterrare.

Finalmente siamo a terra su questo bellissimo aeroporto che si chiama JAKABSZALLAS.

Il personale del campo è di una gentilezza spaventosa, si fanno in quattro per metterci a nostro agio, qui resteremo per tre giorni con una tavolata gestita da ragazze in costume Ungherese che ci danno il benvenuto offrendo di tutto e di più.

In tutto siamo circa 160 persone e, anche se stanchi, tutto quello che ci offrono è divorato con molta allegria e spirito di fratellanza.

Dopo un succulento ristoro incominciamo a girare, anche per renderci conto dove siamo, e troviamo un gigantesco ristorante, un bellissimo bar, piscina, sauna ed una sala lettura.

I prati fuori sono tenuti così bene che sembrano tappeti da bigliardo, i fiori sono curati e risaltano tutta la loro bellezza mentre, al secondo piano, ci sono le bellissime camere per dormire con tutti i comfort.

Nei giorni che seguono si creano dei gruppi di volo, di mattina si va in una determinata località e la sera si organizza per uscire e per conoscere la gente del posto, certamente per noi tutto quello che succede lo tramutiamo in divertimento.

Alle 20:00 si rientra per la cena, il mangiare non è come il nostro ma è molto buono, il vino e la birra si accompagnano molto bene con quello che mangiamo e si gusta tutto a volontà compreso tanti dolci e tanta frutta.

L’ultima sera una grande sorpresa, ci offrono uno spettacolo da “mille e una notte” presentandoci una cantante della televisione Ungherese bionda e molto bella che, eseguendo la prima canzone, si dimostra brava anche a cantare.

La ragazza canta anche qualche canzone Italiana ma devo dire che come corpo e canto non è seconda a nessuna delle nostre cantanti.

Segue un gruppo di ballerine, anche queste molto brave, che allietano la serata con un repertorio simpatico con tanto di costumi ungheresi sul tema del Can-Can e del charleston ,brave ,brave ….. brave.

Dopo le canzoni e i vari balletti un annuncio, una ballerina eseguirà la danza del ventre, roba da far drizzare i centenari in piedi e farli correre chissà dove.

Tutti i piloti in sala sono molto caldi e poi, un po’ per il buon vino e la birra fresca, un po’ per la visione della ballerina che esegue la danza del ventre, una volta giunta la fine dell’esibizione la sala scoppia in applausi.

In mezzo ad una marea di gente cerco la cantante bionda per avere un suo ricordo, la trovo e le offro da bere, cerco di spiegarle se mi rilascia un autografo, ma a questo punto lei prende dalla sua borsa un CD delle sue canzoni e mi scrive una dedica a mio nome, io ormai chiedo molto di più.

Ancora oggi a distanza di mesi, tutte le volte che sono in auto, ascolto volentieri quel CD e, ricordando quella sera, dico che certe cose non si possono scordare e sono indimenticabili.

Come indimenticabili sono gli amici della nostra squadra Massimo, Gabriele, Mario e Pierino, ogni tanto si aggregava pure Vittorio con Pasquale e quando si era al completo le risate erano interminabili.

Il giorno dopo sveglia alle ore 5:30 per far colazione, eseguire i controlli del mezzo ed essere pronti per la partenza alle ore 7:30.

Le assistenti di campo ci consegnano la busta e i viveri per il ritorno, ma questo non vuol dire che l’avventura in Ungheria sta per finire.

Alle 8:30 si parte, il tempo non promette niente di buono, ma sembra che ci sia ancora una finestra per l’Italia.

Il ritorno in Italia è un’altra avventura, ma questa non la racconto.

Tutto bene quello che finisce bene, Luigi, Massimo e il buon TAYRONA sono ora nuovamente tutti al campo volo di Vaie e siamo orgogliosi di aver portato il nome del “VAIe VOLA VALSUSA” attraverso mezza Europa.

Ora noi possiamo dire, lì c’eravamo.

 

Vaie 19/10/2008               Riassunto di una bellissima avventura.

                                                                      Floris Luigi